Welcome to Olivo Santa Barbara

L’Olivo Santa Barbara is a blog about cultural similarities and differences between Italy and the United States, with some emphasis on Santa Barbara, California.  The blog addresses history, travel, film, music, art, food, and people and animals.  Following an introduction in English, you can choose to read each post in Italian or English.  Comments are welcome, as are ideas for future posts.

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Il Postino (in English)

Two of my favorite Italian films are Cinema Paradiso (1988) and Il Postino (1994).  Both are romantic, tender, sweet…and bittersweet.  Recently, our film group of five women watched Il Postino again, this time on YouTube.  It’s just as good, if not, better than the first time around.

It is the story of Mario, who lives on a remote island (perhaps near Naples) and takes no interest in fishing, the main occupation of the island.  One day, the postmaster asks him to deliver mail by bicycle to a new arrival on the island.  The new resident is the famous poet Pablo Neruda, who has been exiled from Chile for political reasons.  Mario notices that most of his mail is from women, and he wonders if he can learn poetry to attract women.  Slowly, Mario and Pablo become friends, and the poet teaches him the meaning and richness of metaphor, a word I will forever associate with this film.

I won’t spoil your enjoyment of the film by revealing much more of the plot other than to say that Mario is successful in wooing his Beatrice.  But it wasn’t easy over the objections of the young woman’s protective aunt, Donna Rosa.  She is offended when Mario uses poetic language to win her niece’s heart—“your smile spreads across your face like a butterfly.”  And she becomes even more outraged when Mario sends Beatrice a sensual poem borrowed from Neruda.  Donna Rosa declares “words are the worst things ever.”  She believes that verbal seduction is far more dangerous than physical advances, saying that she would rather have a drunkard at the bar touch her niece’s backside than touch her with his words.

The film is about many things, particularly for me about the power of language, poetry and metaphor –not only in love, but also in politics.  It earned many award nominations and received critical praise for its quiet charm, emotional depth, and gentle humor. 

The ending is bittersweet, as is the back story.  The guiding light behind the production was Massimo Troisi, who plays Mario.  He was also an Italian director and co-wrote the film’s screenplay.  He had heart disease from childhood rheumatic fever.  He postponed heart surgery in order to act in the title role.  He died the day after the film was completed.

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Il Postino (in italiano)

Due dei miei film italiani preferiti sono Cinema Paradiso (1988) e Il Postino (1994).  Entrambi sono romantici, teneri, incantevoli…e agrodolci.  Recentemente, il nostro gruppo di cinema, composto da cinque donne, ha rivisto Il Postino, questa volta su YouTube.  È bello tanto quanto la prima volta, se non di più.

È la storia di Mario, che vive su un’isola remota (forse vicino a Napoli) e non si interessa alla pesca, il lavoro principale dell’isola.  Un giorno, il capo dell’ufficio postale gli chiede di consegnare la posta in bicicletta a un nuovo arrivato sull’isola.  Il nuovo residente è il celebre poeta Pablo Neruda, esiliato dal Cile per motivi politici.  Mario nota che la gran parte della corrispondenza proviene da donne e si chiede se possa imparare la poesia per attrarre le donne.  A poco a poco, Mario e Pablo diventano amici e il poeta insegna a Mario il significato e la ricchezza della metafora, una parola che assocerò per sempre a questo film.

Non voglio rovinare il tuo piacere del film rivelando troppo della trama; mi limiterò a dire che Mario riesce a conquistare la sua Beatrice.  L’impresa, tuttavia, non è facile, visti i tentativi di ostacolarlo da parte della zia protettiva, Donna Rosa.  Lei si offende quando Mario usa un linguaggio poetico per conquistare la nipote— “il tuo sorriso si apre sul volto come una farfalla”.  E si indigna ancora di più quando Mario invia a Beatrice una poesia sensuale presa in prestito da Neruda.  Donna Rosa arriva a dichiarare che “le parole sono la cosa peggiore in assoluto.”  Convinta che la seduzione verbale sia ben più pericolosa delle avance fisiche, sostiene che preferirebbe di gran lunga vedere un ubriaco al bar toccare il posteriore della nipote piuttosto che sentirlo sfiorarla con le parole.

Il film tratta molti temi; per me, in particolare, parla del potere del linguaggio, della poesia e della metafora—non solo in amore, ma anche in politica.  Ha ottenuto numerose candidature a premi e ha ricevuto il plauso della critica per il suo fascino discreto, la profondità emotiva, e l’umorismo delicato.

Il finale è agrodolce, così come il retroscena della vicenda.  La figura chiave della produzione fu Massimo Troisi, che interpreta Mario; fu anche regista italiano e co-autore della sceneggiatura del film.  Soffriva di una cardiopatia causata da una febbre reumatica contratta nell’infanzia.  Rimandò un intervento al cuore pur di recitare nel ruolo del protagonista.  Morì il giorno dopo che il film fu completato.

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Sfratti italiani

Riporto due molto diverse storie sugli sfratti italiani nel corso del 2023.   Nella prima, una donna di settantacinque anni di Pavia, città a sud di Milano, ha fatto causa ai suoi due figli, di 40 e 42 anni, sfrattandoli da sua casa, chiamandoli “parassiti” e “bamboccioni”.  La donna ha affermato che vivevano nella casa famigliare senza contributi economici o aiutare intorno casa.  Benché entrambi gli uomini lavorassero, solo la pensione della madre veniva spesa interamente per il cibo e il mantenimento della casa.

I figli hanno assunto un avvocato per contrastare lo sfratto, sostenendo che i genitori sono tenuti per legge a prendersi cura dei propri figli per tutto il tempo necessario.  Il giudice ha riconosciuto tale legge, ma ha stabilito che non era più giustificabile, in quanto gli imputati hanno più di 40 anni; quindi, aspettarsi che i genitori continuassero il loro mantenimento non era più ragionevole.

Il fenomeno “mammoni” è ben noto in Italia.  E il sistema legale ha affrontato casi in cui gli uomini adulti erano troppo dipendenti dalle madri.  Nel 2020, la Corte Suprema in Italia si è pronunciata contro un uomo di 35 anni, che lavorava come insegnante di musica part-time, aspettandosi comunque il sostegno finanziario dai genitori.  Secondo i data Eurostat 2022, i figli italiani lasciano la casa dei genitori all’età media di 30 anni, mentre in Finlandia, Svezia e Danimarca i figli iniziano a vivere in modo indipendente all’età media di 21 anni. In media i giovani europei lasciano la casa dei genitori a 26,4 anni.  I giovani in Croazia (33,4 anni), Slovacchia (30,8), Grecia (30,7), Bulgaria e Spagna (entrambi 30,3) e Malta (30,1) lasciano più tardi di quelli italiani.

La seconda storia–riportata molte volte dai giornali americani–tratta di una principessa che è stata sfrattata dalla casa a Roma, in cui aveva vissuto per 20 anni.  In aprile Principessa Rita Carpenter Jenrette Boncompagni Ludovisi è stato portata via dalla villa dai carabinieri.  La donna era prima entrata con un taxi e con quattro cani bichon frisé mentre cercava di cambiare le serrature della villa.

La Casino dell’Aurora non è una casa ordinaria.  Situata vicino alla lussuosa Via Veneto, la villa è stata sin dall’inizio proprietà della famiglia Ludovisi per 600 anni fa. Illustre componente della famiglia fu anche Papa Gregorio XII, che istituì il calendario gregoriano.  La villa è piena di preziosi capolavori d’arte.  Il gioiello della corona è un dipinto di Caravaggio sul soffitto, che raffigura gli dèi romani: Giove, Nettuno e Plutone.  È l’unico dipinto su soffitto conosciuto di questo artista rinascimentale.

Nata in Texas, Rita Carpenter era una modella e attrice. Uno dei suoi film è Zombie Island Massacre. Sposò John Jenrette, un membro del Congresso degli Stati Uniti, che fu condannato e incarcerato per concussione e corruzione nell’operazione dell’FBI Abscam alla fine degli anni ’70. La coppia divorziò nel 1981, lo stesso anno in cui lei rilasciò un’intervista alla rivista Playboy, in cui descriveva dettagliatamente il sesso con Jenrette sui gradini del Campidoglio degli Stati Uniti.  Lo stesso anno pubblicò un libro di memorie non così acclamato “I miei segreti del Campidoglio.”

Rita ha sposato il Principe Nicolò Boncompagni Ludovisi nel 2009.  È morto nel 2018 ed è seguita una disputa sull’eredità con i figli del principe avuti da un precedente matrimonio.  La proprietà della villa è al cuore della feroce battaglia. Rita sostiene che si è presa cura con amore della villa e che lei e suo marito ha fatto sacrifici finanziari per mantenere la dimora, persino offrendo escursioni guidate, per sostenerne il mantenimento.  Lei sostiene che lui le ha lasciato la casa in testamento.

Il principe Bante Boncompagni Ludovisi, figliastro di Rita, racconta una storia completamente diversa. Afferma che la sua matrigna ha manipolato il suo defunto padre dopo che questi aveva promesso la tenuta a Bante e ai suoi fratelli. Inoltre, sostiene che la coppia ha trascurato la casa per anni, lasciandola cadere in un pericoloso degrado. I tribunali italiani hanno stabilito che la villa deve essere venduta per risolvere la controversia sull’eredità. Ma diverse aste con successive riduzioni di prezzo non hanno prodotto un solo acquirente. 

Senza dubbio i litigi e i casi giudiziari continueranno. Anche se l’incertezza circonda la fine di questa storia, una cosa è certa. La principessa Rita ha intenzione di scrivere un altro libro.

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